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Eventi Bibliocard

Amin Gulgee, uno dei più importanti artisti pakistani alla Galleria d’Arte Moderna
31 maggio - 23 settembre 2018
Per la prima volta a Roma l’installazione “7” di Amin Gulgee, uno dei più importanti artisti pakistani, che ha fatto della laicità e della poesia una forma d’arte. 
 
Nuovo concept espositivo del progetto “From La Biennale di Venezia & OPEN to Rome. International Perspectives” .
Il progetto generale, attivato dal 2016, è dedicato alla presentazione negli spazi espositivi capitolini di alcune installazioni internazionali provenienti dall’Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia e da OPEN Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni, collegato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ricomposte e rimodellate site-specific appositamente per la capitale. Lo scopo è quello di fare convergere insieme le “prospettive” d’arte di due città che lavorano per far viaggiare le esperienze dell’arte internazionale sul territorio nazionale. Dalla città lagunare, appunto, alla capitale.

In occasione di questo nuovo appuntamento, realizzato in collaborazione con PDG Arte Communications e l’Ambasciata della Repubblica del Pakistan in Italia, è presentata l’installazione, dal titolo “7”, dell’artista pakistano Amin Gulgee.
L’artista parte da una frase in arabo, trascritta nella scrittura nakshi, intraducibile ma dal significato universale, dato che il riferimento è alla pace fra i popoli e all’amore umano. Gulgee divide la frase in sette parti, quelle del titolo, mediante delle leggerissime installazioni in bronzo, posate nel chiostro/giardino della GAM di via Crispi. La frase risulterà quindi scomposta e ripetuta più volte nell'installazione, come in una meditazione spirituale, senza essere però leggibile e diventando quindi segno universale.

Al di sotto della frase/segno sarà creato un tappeto di lettere di carbone e rame, non calpestabile, che ripete, sempre scomposta, la stessa frase, creando quindi una struttura metafisica di confronto fra verticali delle opere e orizzontale del tappeto, come metafora dell’alto e del basso, del cielo e della terra.
La Roma dei Re. Il racconto dell’Archeologia
27 luglio 2018 - 27 gennaio 2019
La Roma dei Re. Il racconto dell’Archeologia accende i riflettori sulla fase più antica della storia di Roma, illustrando gli aspetti salienti della formazione della città e ricostruendo costumi, ideologie, capacità tecniche, contatti con ambiti culturali diversi, trasformazioni sociali e culturali che interessarono Roma nel periodo in cui la città, secondo le fonti storiche, era governata da re.
Urne, anfore, sculture, resti di scheletri, collane e fermatrecce, ma anche lastre decorate, coperture di templi, frammenti di pozzi: sono oltre 800 i reperti esposti nella mostra La Roma dei Re in un percorso che in 8 sezioni va a ritroso nel tempo, dal VI al X secolo a.C., la mostra offre un quadro esaustivo della fase più arcaica della città, quando a governare erano i re. Costumi, ideologie, trasformazioni sociali e culturali sono indagati attraverso preziosi reperti, molti dei quali ancora mai esposti al pubblico perché conservati nei depositi o recuperati da scavi recenti

Grazie a lunghe attività di revisione, restauro e studio è possibile mostrare per la prima volta al pubblico dati e reperti archeologici mai esposti prima, talvolta sorprendenti e suggestivi per la loro bellezza e modernità.
 
La mostra è completamente gratuita per i possessori della MIC, la nuova card riservata a chi risiede e studia nella Capitale.  
Per ulteriori informazioni: www.museicapitolini.org e www.museiincomune.it