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I commenti più recenti

  • L'altra figlia

    Ernaux, Annie

    • 19-08-2019 un altro piccolo capolavoro
      Di Annie Ernaux non mi stanco mai. Un libro più bello dell'altro. Sempre intimista, ancora incentrato sulla sua famiglia, sul difficile rapporto con la madre, in questo piccolo libro Ernaux scrive una lettera postuma alla sorella mai conosciuta perchè morta prima di lei di difterite. Alla fine della lettera l'autrice non sembra aver superato il dolore di non essere stata l'Unica, una frase alla fine lo rivela "Per essere, ti ho dovuta negare." Molto bello.
    • 27-07-2019
      Segreti di famiglia
      Una lunga lettera alla sorella maggiore mai conosciuta, morta a soli sei anni prima della nascita di Annie, che scopre solo per caso, all'età di dieci anni, della sua esistenza. Non troverà mai il coraggio di rivelare ai genitori la sua scoperta. Profondo e intimo, una bella lettura.
  • In viaggio con Erodoto

    Kapuściński, Ryszard

    • 19-08-2019
      Che piacere viaggiare con Erodoto
      Libro molto interessante, ben scritto ,scorrevole. Il giovane reporter Kapuscinski agli albori della glasnost , il disgelo verso la cultura occidentale che si offrì ai paesi dell'Est, fu mandato da un giornale polacco come inviato all'estero, addirittura in India. La caporedattrice gli regala per il viaggio una copia delle Storie di Erodoto uscito in Russia soltanto nel 1955. Ed Erodoto, curioso e insaziabile primo "reporter" dell'antichità accompagna il giovane collega polacco in giro per il mondo nei suoi reportage. Non bisogna aver studiato Erodoto in greco per apprezzare il libro, basta avere un po' di curiosità per le cose del mondo. Una piccola scoperta.
  • Il figlio del cimitero

    Gaiman, Neil

    • 18-08-2019
      Semplicemente meraviglioso
      Ho preso questo libro sapendo che era opera della stessa mano che ha scritto Stardust e Coraline e non mi ha tradito. Non bisogna soffermarsi davanti alla macabra trama, c’è molto di più... fantasioso ma non lontano dalla realtà, promuove massime e vicende di vota comune, il tutto tra: morti, tombe e complotti mondiali. Ogni capitolo rappresenta una vicenda di un’unica storia. Alla fine ti lascerà una gran voglia di vivere... Questo libro ha preso ben 3 premi.
  • Il mistero del treno azzurro

    Christie, Agatha

    • 18-08-2019
      Giallo stile inglese
      Giallo dallo stile contenuto, non esagera in nessun senso. La parte più lunga consiste non tanto nel racconto della vicenda, quanto nell’elaborazione del caso. In qualche modo finisce da dove inizia. Incappa nell’assassionio un Poirot in pensione che fa danzare il caso e lo porta a risoluzione.
  • Fuoco al cielo

    Di Grado, Viola

    • 18-08-2019
      Vera Marchetti Libro denuncia
      Se nella copertina mancasse l'informazione che il libro è ispirato a una storia vera si stenterebbe a credere che i crimini raccontati possano realmente accadere; colpisce di questo libro l'annientamento delle persone trattate come "pezzi" (definizione data dall'autrice), come rifiuti o esseri deformi da nascondere al resto dell'umanità che nega i contatti con loro.
  • La custodia dei cieli profondi

    Riba, Raffaele

    • 18-08-2019
      Il libro è il racconto in prima persona di Gabriele, un racconto che da subito non è semplice, non è comodo per chi legge perché Gabriele affronta un tema profondo, complesso e permettetemi il termine ineluttabile: la dispersione. Il racconto inizia dall'origine nel "tempo anteriore", così lo intitola Raffaele Riba il primo capitolo, con la descrizione della nascita della casa di famiglia, Cascina Odessa, costruita dal nonno di Gabriele, dove Gabriele ed il fratello minore Emanuele insieme al padre ed alla madre hanno vissuto la loro infanzia, l'adolescenza fino all'inizio dell'università. E inizia anche con l'arrivo di una supernova che crea un cielo con due soli, sospendendo il tempo ed il ciclo circadiano. La casa è la supernova sono costantemente presenti, quasi come due protagonisti e seguono Gabriele in tutta la narrazione. La dispersione è il tarlo, la costante nei pensieri di Gabriele: la dispersione della sua famiglia, la dispersione della casa, la dispersione dell'energia che avviene attraverso le cose umane, la dispersione delle relazioni, la dispersione del rapporto di fratellanza con Emanuele così fortemente sentito: Ma soprattutto la dispersione di Gabriele: "All'inizio mi hanno chiamato figlio, poi fratello, poi il Custode; infine l'Eremita o il Matto. E' stato un processo lento e graduale, questo disperdersi verso il non me.."La dispersione narrata da Riba è un fatto concreto, in questo devo fare i complimenti allo scrittore per aver saputo rendere così tangibile, reale un processo intoccabile, inconsistente eppure così presente sotto gli occhi di tutti nei gesti quotidiani. La narrazione crea spesso un tempo denso, come dice lo stesso Gabriele quando va a ricordare: "un tempo che mi sembra denso da morire" un dolore palpabile. Immergermi nella lettura mi ha fatto cadere ogni volta in questa sensazione densa, mi sono invischiata nella malinconica solitudine di Gabriele, nel suo percorso di studio del dolore. Ma la dispersione è anche il processo che fa risaltare l'attaccamento e la necessità di resistere attraverso la cura. Gabriele diventa così il Custode di ogni elemento che riguarda la sua Vita. In primo il Custode della casa, visto che Emanuele se ne andrà per studiare e tornerà sempre meno. Il Custode dei ricordi, dei legami passati in una lotta invincibile e ossessiva contro la dispersione, come Sisifo. Ma il suo sforzo è destinato a fallire, perché la cura preclude che ci sia qualcuno con cui condividere, qualcuno che né benefici, qualcuno che né prenda parte, altrimenti tutto è vano. Un libro che non consiglierei a tutti perché porta inevitabilmente il lettore ad amalgamarsi nel dolore, nella tristezza, nella densità delle sensazioni profonde.
  • Senza mai arrivare in cima : viaggio in Himalaya

    Cognetti, Paolo

    • 18-08-2019
      Bellissimo
      Un libro bello e profondo
  • Autobiografia

    Leopardi, Monaldo <1776-1847>

    • 17-08-2019 Maria Benedetta De Vito La scoperta di Monaldo
      Ci hanno raccontato, a scuola e forse anche al cinema (ma il film non l'ho visto...), un Monaldo Leopardi, padre di Giacomo, rigido, pedante, codino, un insopportabile reazionario . E, invece... invece, che scoperta leggere l'autobiografia godibilissima del papà del poeta recanatese! Monaldo ha uno stile tutto quanto allegro, ironico, e, cuore a cuore, racconta le sue memorie sentimentali (di come si cacciò in un matrimonio sbagliato e di come ne uscì e di come poi sposò la mamma di Giacomo...) e politiche nelle vicissitudini repubblichine francesi nella Marca pontificia. Vanno e vengono personaggi autorevoli e codardi, zii, briganti, francesi. E lui, il conte Leopardi, sempre in mezzo alle sfortune, tra prigione e liberazione. Sì, un bel viaggio e una simpatica stretta di mano, in riconoscenza, al genitore dell'autore dell'Infinito che doveva alle brighe di suo padre (che comperava i libri alle svendite dei papalini romani assediati ai francesi) se poteva contare, nel suo "natio borgo selvaggio" di una biblioteca di prim'ordine e anche, diciamolo, di un papà amorevole, responsabile e anche assai divertente...
  • Scarface

    Trail, Armitage

    • 17-08-2019
      Piacevole e veloce
      Veloce come una raffica di mitragliatrice, non si perde in fronzoli e ti tiene attaccato fino all'ultima pagina. Forse il finale non è all'altezza del resto, ma ci si passa sopra.
  • La scomparsa di Stephanie Mailer

    Dicker, Joël

    • 16-08-2019
      Buona trama, il resto scarseggia
      Tre stelle (molto risicate) solo per la trama. Buona parte del libro sono flashback sulla vita di personaggi non principali, molti di questi sarebbero potuti essere tagliati senza problemi (anzi, avrebbero snellito e velocizzato l'indagine). Non mi è piaciuta per niente la caratterizzazione dei personaggi, li ho trovati abbastanza stereotipati. La coppia formatasi alla fine mi ha fatto pensare "meh, ma questi esattamente quando se li sono lanciati i segnali?".
  • Zona pericolosa : romanzo

    Child, Lee

    • 16-08-2019
      Dario Tramacere L‘inizio della leggenda
      Episodio d’esordio e, proprio per questo, imprescindibile per comprendere il personaggio Jack Reacher. Confesso a posteriori che l’inizio del romanzo stava suscitando più di qualche perplessità. Uno straniero capita per caso in una cittadina dove è stato appena commesso un omicidio e subito viene sospettato di esserne il colpevole: praticamente lo stesso canovaccio de “La lunga notte dell’ispettore Tibbs”. Poi, naturalmente, le perplessità si sono dileguate ed è cominciato l’ interesse verso questo personaggio. L’episodio è importante anche perché traccia subito una linea di confine indelebile nella storia del protagonista, dal momento che la vittima è proprio suo fratello. Quest’ultimo giunto non a caso a Margrave bensì inviato dal governo U.S.A. per una indagine delicatissima. La trama è ingegnosa e la narrazione serrata nonché avvincente; addirittura adrenalinica man mano che ci avviciniamo alla resa dei conti. Il maggior merito dell’autore è (e rimarrà) quello di aver creato un personaggio che si distingue dal semplice ruolo di «giustiziere solitario» (di cui la letteratura di genere abbonda), riuscendo ad intrecciarne le avventure con temi, situazioni o paure tipiche della realtà statunitense.
  • Il verdetto

    Parrella, Valeria

    • 15-08-2019
      Straordinario
      poche pagine che si leggono d'un fiato tanto sono avvincenti dipinge con le parole affreschi vividissimi che parlano Pochissimi riescono.
  • Il taglio di Dio

    Deaver, Jeffery

    • 15-08-2019 Barbara Peti
      un triller molto ben strutturato con magnifici colpi di scena e sempre curato nei dettagli. Molto interessanti le nozioni che vengono assimilate dal lettore sull'argomento "diamanti", come al solito l'autore si e' documentato in modo minuzioso per far capire tutto ad ogni lettore. Da leggere , sempre un capolavoro ogni libro di Deaver.
  • I Goldbaum

    Solomons, Natasha

    • 14-08-2019
      Consigliato
      Mi e' piaciuto. E pensare che all'inizio ho trovato un po' irritante il personaggio di Greta che mi ha fatto rallentare la lettura. Fortunatamente da adolescente viziata si e' trasformata in una donna matura, forte e coraggiosa. Mi sono piaciuti i personaggi di Otto e Albert e di come durante la Guerra, senza il lusso e i privilegi a cui erano abituati si siano trasformati in veri uomini. Che poi a pensarci bene non potrebbe essere proprio Otto l'eroe di questa storia?
  • L'angelo di neve

    Ragnar Jónasson

    • 14-08-2019
      A tratti intrigante.Per tutta la lettura del libro si ha la sensazione che stia per accadere qualcosa e si stia per arrivare nel vivo della storia, ma quel momento non arriva mai... Irrimediabile la difficoltà con i nomi dei personaggi così diversi ed impronunciabili che si fa fatica anche solo a memorizzarli, inficiando così drasticamente la lettura... Un punto di forza di questo giallo è l'ambientazione claustrofobica, in un paesino all'estremo nord dell'Islanda isolata da giorni e giorni di nevicate. Una comunità ristretta dove tutti si conoscono ma in realtà non si conoscono davvero, perché molti dei personaggi del giallo nascondono dei segreti.