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I commenti più recenti

  • Il lupo della steppa

    Hesse, Hermann

    • 16-05-2021
      E' il mio primo libro che leggo di Hesse e devo dire che ho molto apprezzato la sua scrittura, un racconto introspettivo, travolgente, colmo di emozioni struggenti che si susseguono, offre molti spunti di riflessione e alcune volte mi sono anche rivisto nel protagonista perché, può capitare di soffocare i nostri impulsi non vivendo appieno la nostra vita e sentendoci quasi incatenati.
  • Momenti di trascurabile felicità

    Piccolo, Francesco <1964- >

    • 16-05-2021 Simone Calvarese
      Tutto sommato una lettura piacevole leggera e disimpegnata. L'intenzione dell'autore credo sia quella di farci davvero divertire, ma ci aiuta anche a smascherare con ironia e leggerezza tanti piccoli vizi comuni che abbiamo. Questo libro credo provi a insegnarci a cercare la felicità nelle piccole cose e di porre l’attenzione sull’inestimabile valore della quotidianità.
  • Verderame

    Mari, Michele

    • 16-05-2021
      Paura e mistero
      Ma in senso onirico e metafisico. Bello, suggestivo, un po' respingente e scritto in modo magistrale ma freddo.
  • Ai margini della ferita

    Mall, Sepp

    • 16-05-2021
      Fratture linguistiche
      Un romanzo che funziona molto per sottrazione. Chiede un piccolo sforzo a chi lo legge, per colmare ciò che è implicato. Non è necessariamente un difetto, anzi.
  • Cara pace : romanzo

    Ginzburg, Lisa

    • 16-05-2021
      Non amo i commenti troppo brevi tipo "mi piace" che non dicono niente. Questo libro però secondo me meriterebbe un "libro inutile", in quanto storia già vista, già occhieggiata, dall' Amica geniale, alla Di Pietrantonio. Sarà la moda. Sarà che non mi ha preso. Simpatica l'idea del carapace protettivo che diventa "cara pace" interiore. Finish.
  • Cromorama : come il colore ha cambiato il nostro sguardo

    Falcinelli, Riccardo

    • 16-05-2021 Laura Bazzoni L'impatto del colore nello sviluppo della società
      Oggi siamo abituati a pensare i colori come concetti astratti, totalmente scollegati dalle merci su cui vengono utilizzati. Li pensiamo anche con centinaia di sfumature possibili, ognuna di esse replicabile in maniera infinita ed identica, e utilizzabile su qualsiasi materiale. Questa concezione del colore è però uno sviluppo recente, dovuto al progresso della tecnica. Fino allo scorso secolo i colori erano prodotti in maniera artigianale, a partire da materie prime naturali; non si riusciva ad applicarli su qualsiasi materiale. Inesistente era poi il concetto di perfetta replicabilità: prima della rivoluzione industriale ogni pezzo era artigianale ed unico. Guardando all'arte del passato è necessario tenere conto di questo filtro moderno che applichiamo alla realtà, per poterne cogliere sfumature oggi non più concepibili, ma un tempo dense di valore simbolico e sociale. Inoltre dal retaggio del passato, o dalle novità del presente, ci portiamo dietro degli schemi mentali che sono diventati modelli, pur non essendo in realtà l'unica opzione possibile. Anche di questi retaggi è importante acquisire consapevolezza, per cadere vittima degli stereotipi e mantenere attivo un pensiero laterale. Questa è un po' la tesi dell' appassionante saggio di Riccardo Falcinelli. Nei brevi capitoli, dotati di un ottimo apparato iconografico di supporto, l'autore esamina l'evoluzione dei colori nel tempo e i progressi della scienza che hanno portato allo sviluppo dell'immaginario collettivo. Il design nella società industrializzata si applica a tutti i settori (inclusa l'industria alimentare). Crea cose che si mostrano allo sguardo, ma finiscono per abitare la mente, producendo un insieme di convincimenti, miti, comportamenti e pratiche sociali accomunati dalla scala di massa. Posso sintetizzare alcuni esempi. L'azzurro un tempo si otteneva dal lapislazzulo, pietra rara e preziosa. Agli occhi della società era simbolo di ricchezza o regalità in chiunque lo indossasse, per strada o nei dipinti. Oggi lo si sceglie solo per gusto personale,ma non è un caso che gli abiti eleganti siano blu, né che in tutte le rappresentazioni iconiche contemporanee la Madonna abbia, ancora oggi, la veste azzurra. La carne del salmone non è in natura di colore arancione, ma nell'immaginario collettivo una tinta diversa è sinonimo di cattiva qualità. Quindi i coloranti alimentari mutano il colore del cibo per adattarlo all'idea standardizzata che il consumatore ha di quel cibo (così come i ristoranti etnici modificano i menù sul gusto degli avventori locali). Infine la nostra idea astratta di rosso è quello della lattina Coca Cola. Questo è il frutto dell'influenza dalla stampa, che lo crea unendo il magenta con il giallo. Nel Settecento il rosso per antonomasia era il vermiglione, molto più simile ad un arancio intenso. "Le idee cromatiche della società industrializzata sono tutti tentativi di razionalizzare il colore. Questo significa però standardizzare lo sguardo, renderlo prevedibile e, in ultima analisi, dominabile.
  • Beauvoir in love

    Frain, Irène

    • 16-05-2021
      Michele D'apuzzo
      La mia storia d'amore con Parigi iniziò molto tempo prima di visitarla, quando finalmente avvenne l’incontro fatale. Ho sempre avuto una forte attrazione per questa meravigliosa città che per molto tempo da testimone importante ha accolto grandi intelligenze donando di fatto all'umanità schegge di immensa bellezza. Gli scritti di Sartre e del suo "amore necessario" Simone de Beauvoir , due delle più grandi e complesse figure del novecento, hanno scavato dentro di me un solco indelebile a tal punto che durante il mio primo viaggio parigino mi recai sulla loro tomba nel meraviglioso cimitero di Montparnasse. Il libro in questione, una biografia romanzata, parla del loro legame spirituale, ma soprattutto dell'amore che Simone ebbe con lo scrittore americano, da molto tempo dimenticato, Nelson Algren. Dentro c'è tutta Simone con le sue contraddizioni, la donna forte femminista ma anche quella fragile capace di sfiorare il precipizio dell'anima. Una donna diversa da quella conosciuta, più intima a tratti anche disprezzabile e discutibile ma pur sempre unica. Nelson, Simone e Jean-Paul come comete che sono passate sui nostri cieli illuminandoli di eterna bellezza.... FourPointFifty-Star Book
  • Il corpo

    Ellis, Carol

    • 16-05-2021
      Molto bello
      Un libro con suspense e mistero, mi è piaciuto.
  • Oro blu : storie di acqua e cambiamento climatico

    Borgomeo, Edoardo

    • 15-05-2021
      Rispettare l'acqua per tutelare la vita
      Oro blu è un libro insolito, a cavallo tra la narrazione e la divulgazione storico-scientifica. L'autore, un giovane esperto italiano nel settore idrico, con ampia esperienza internazionale, è riuscito ad evocare, a partire da alcune storie vere tratte da diversi paesi (Bangladesh, Pakistan, Nuova Zelanda, Brasile, Messico, Iraq, Olanda, Italia, ecc.), il rapporto complesso dell'uomo con l'acqua: fonte di vita o minaccia mortale, stimolo alla cooperazione o fattore di conflittualità, simbolo religioso o bene di consumo. Con una scrittura elegante ed un approccio empatico, il libro combina in maniera brillante intrattenimento ed informazione per giungere alla conclusione, semplice ma essenziale, che, per tutelare la vita, bisogna rispettare l'acqua.
  • Si muore tutti democristiani

    • 15-05-2021
      Commedia tragicomica scritta, diretta e interpretata dal gruppo di attori del Terzo Segreto di Satira. Racconta le vicende di un 3 amici, che vorrebbero essere dei documentaristi impegnati, e invece si barcamenano tra filmini di matrimoni, abitazioni condivise e lavori precari, figli in arrivo, suoceri con la "fabbrichetta" decisamente insopportabili. Si presenta loro l'opportunità di dare una svolta significativa alle loro esistenze, realizzando un documentario sull'Africa, per conto di una ONG che si occupa di migranti, salvo poi capire che la cosa li costringerebbe a compromessi importanti con i loro ideali, e forse anche con la loro dignità personale. Ma la vita è fatta proprio di compromessi, purtroppo. Si ride, ma resta parecchio amaro in bocca. Assolutamente da vedere.
  • I racconti del Maresciallo

    Soldati, Mario <1906-1999>

    • 15-05-2021 L’Italia del Maresciallo
      Non sono certo racconti hard boiled, quelli di Soldati. Anche questi racconti esprimono il genio di Mario Soldati che, con la scusa dei racconti del Maresciallo, dipinge un’Italia che fu, lontana nel tempo: il dialetto era più veicolare dell’italiano, il forestiero era l’immigrato dal meridione e le osterie erano i ritrovi notturni. Soldati è personaggio egli stesso dei racconti, perché è a lui che il Maresciallo, nella finzione letteraria i due sono amici da lunga data, racconta le sue vicende. La scusa per questi racconti e per gli incontri tra i due amici è sempre una cena o una riunione davanti a una tavola imbandita, che sia quella casalinga o di una trattoria o persino del vagone ristorante di un treno, e dalle pagine del libro emerge chiara la passione per la cucina italiana, che Soldati porterà persino in televisione in una fortunata trasmissione “alla ricerca dei cibi genuini”. I racconti del Maresciallo, pur nella loro semplicità narrativa nascondono una complessità fascinosa dei personaggi che lo popolano, dei protagonisti e dei comprimari dei racconti. A questo fascino non restò immune nemmeno la tv italiana, tanto che la RAI produsse alcune puntate basate su questi racconti, con Soldati interprete di se stesso e Turi Ferro nel ruolo del Maresciallo.
  • Viva il latino : storia e bellezza di una lingua inutile

    Gardini, Nicola

    • 15-05-2021
      Sicuramente un libro interessante ma se fosse veramente indirizzato a studenti lo trovo poco coinvolgente. È un peccato, a volte si perde il bandolo della matassa, probabilmente dovrei dedicare più tempo, tornare indietro, credo che lo farò, ma non ora, e mi sento come la studentessa volenterosa che rinvia il compito anche perché un poco annoiata
  • Londra : mappe, storie, labirinti

    Maffi, Mario <1947- >

    • 15-05-2021
      È stato un piacere scoprire che si può raccontare Londra senza essere banali . Cosa non facile, l'autore vi è riuscito adottando un doppio registro narrativo. Ogni capitolo è introdotto da una passeggiata nella città che risveglia i suoi ricordi di momenti, amici, luoghi, spesso carichi di nostalgia, ma non è la parola giusta. È la vita che si è vissuta, che ci ha fatti quello che si è oggi ,e che ci prepara al domani. POi gli itinerari, i personaggi, le storie e la Storia. Veramente un bel libro che fa venire voglia di partire
  • Il libro dei morti

    Cornwell, Patricia Daniels

    • 15-05-2021
      Dario Tramacere Chaos
      “Roma, città eterna come il male”. Breve frase dal fascino fortemente evocativo, magari nelle intenzioni di chi l’ha apposta in quarta di copertina. Ma la verità è che Roma, luogo del delitto che dà origine al romanzo, non avrà poi molto altro spazio nella narrazione. Addirittura, Venezia (altra città simbolo del «mistero», spesso ma non in questo caso) viene citata più volte. Vero, invece, che gli investigatori dovranno addentrarsi alla ricerca del «male», ma per scoprirlo annidato nella mente dei colpevoli. E parlo al plurale perché, come scopriremo alla fine, emergeranno menti contorte quanto i legami interpersonali che le hanno generate. Ma questo è un episodio significativo, più che a livello investigativo, per i rapporti fra i nostri consueti protagonisti; la cui unione subirà una decisa lacerazione, lasciandoci con un enorme dubbio sulla reale sorte di uno di loro. Ho trovato la trama poco interessante e, una volta di più, incapace di trasmettere un minimo di pathos. Una carenza «emotiva» che deve aver coinvolto anche la casa editrice. Raramente mi capita di riscontrare refusi tipografici in un romanzo, soprattutto se di autori famosi, ma qui se ne trovano addirittura tre. E se il secondo consiste nella sostituzione del termine appropriato (facilmente desumibile) con uno totalmente incongruo ma appartenente al vocabolario, nel primo e (soprattutto) nel terzo caso ci si imbatte in una semplice accozzaglia di vocali e consonanti che qualsiasi WP decente segnala inequivocabilmente per la dovuta correzione. Non un buon indice...
  • La tristezza ha il sonno leggero : romanzo

    Marone, Lorenzo

    • 15-05-2021 Francesco Capozzo Ottimo prodotto
      Si, ottimo prodotto del conterraneo Lorenzo Marone. Non avevo ancora letto nulla di questo autore e non sarò il primo a dire "MI PIACE COME E COSA SCRIVE". E non sarò il primo, sicuramente, a cui è piaciuto il romanzo. La dimostrazione è che l'ho "bevuto" quasi tutto d'un fiato. E questo non mi capita spesso. La storia prende a pretesto una "motivata" riunione di famiglia, ma è la storia e la vita, raccontata, di ogni componente della "anomala" famiglia.